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Alla scoperta del percorso della Race Around Rwanda 2026

1.000 km suddivisi in 5 segmenti da check point a check point attraverso le "mille colline" del Rwanda: ecco cosa aspetta Gianluca

Race Around Rwanda 2026: analisi tecnica del percorso

La Race Around Rwanda 2026 si articola su un percorso di 1.000 chilometri con 19.730 metri di dislivello positivo, suddiviso in 5 segmenti tra checkpoint. Ogni tratto presenta caratteristiche tecniche specifiche che richiederanno strategie diverse e una gestione attenta delle energie. Analizziamo nel dettaglio ciascuna sezione.

SEGMENTO 1: Start → CP1

Dati tecnici:

  • Distanza: 235 km
  • Dislivello positivo: 2.900 m
  • Dislivello negativo: 3.000 m
  • Tempo stimato: 20h
  • Fondo: perlopiù asfaltato

Analisi: Il primo segmento della RAR è il più lungo dell’intero percorso e rappresenta una fase cruciale per impostare la gara. Con 235 chilometri da percorrere, questo tratto richiede un approccio conservativo per non bruciare energie preziose. Il dislivello di circa 3.000 metri, sebbene significativo, è il più contenuto rispetto ai segmenti successivi.

La presenza di superfici prevalentemente asfaltate permette di mantenere un’andatura costante e di prendere confidenza con il territorio rwandese. È fondamentale stabilire fin da subito un ritmo sostenibile per le oltre 20 ore stimate di pedalata, gestendo alimentazione, idratazione e eventuali soste tecniche con metodo.

Possibile strategia di Gianluca: Pedalata aerobica controllata, focus sulla nutrizione regolare ogni 45-60 minuti, verificare l’equipaggiamento e testare le strategie di recupero per i segmenti successivi.

SEGMENTO 2: CP1 → CP2

Dati tecnici:

  • Distanza: 189 km
  • Dislivello positivo: 3.870 m
  • Dislivello negativo: 3.340 m
  • Tempo stimato: 19h
  • Fondo: perlopiù asfaltato

Analisi: Dopo il checkpoint 1, la gara entra nel vivo. Con 189 chilometri e quasi 4.000 metri di dislivello, questo segmento rappresenta un significativo step up in termini di impegno verticale. Il rapporto chilometri/dislivello diventa più impegnativo, con salite più ripide e frequenti.

Nonostante il fondo rimanga prevalentemente asfaltato, l’accumulo di fatica dal segmento precedente inizia a farsi sentire. Questo è il momento in cui la preparazione specifica per l’ultracycling fa la differenza: la capacità di continuare a produrre potenza anche in condizioni di affaticamento progressivo diventa determinante.

Possibile strategia di Gianluca: Gestione attenta del pacing sulle salite, possibili micro-pause per stretching e recupero muscolare, attenzione particolare all’alimentazione solida per mantenere le energie.

SEGMENTO 3: CP2 → CP3

Dati tecnici:

  • Distanza: 181 km
  • Dislivello positivo: 4.020 m
  • Dislivello negativo: 4.450 m
  • Tempo stimato: 16h 
  • Fondo: misto con sezioni tecniche
  • ATTENZIONE: In alcune parti potrebbe essere necessario spingere la bici

Analisi: Questo è probabilmente il segmento più impegnativo dal punto di vista tecnico dell’intera RAR. Con oltre 4.000 metri di salita concentrati in 181 chilometri, il percorso diventa selettivo. La nota che avvisa della possibilità di dover spingere la bici indica la presenza di tratti particolarmente ripidi o con fondo degradato.

Nonostante il tempo stimato sia inferiore rispetto ai segmenti precedenti (16 ore), l’intensità e la difficoltà tecnica sono maggiori. Le discese impegnative (4.450m negativi) richiedono concentrazione massima e abilità di bike handling, soprattutto considerando l’accumulo di fatica dopo oltre 400 km già percorsi.

Possibile strategia di Gianluca: Approccio conservativo sulle salite più ripide, non esitare a scendere e spingere se necessario per preservare le gambe, massima attenzione in discesa quando la stanchezza riduce i riflessi.

SEGMENTO 4: CP3 → CP4

Dati tecnici:

  • Distanza: 183 km
  • Dislivello positivo: 5.290 m
  • Dislivello negativo: 4.850 m
  • Tempo stimato: 17h 
  • Fondo: misto con sezioni tecniche
  • ATTENZIONE: In alcune parti potrebbe essere necessario spingere la bici

Analisi: Il quarto segmento è il più duro dell’intera Race Around Rwanda in termini di dislivello: ben 5.290 metri di salita in 183 chilometri. Questo significa una media di quasi 29 metri di dislivello per chilometro, un dato che testimonia la presenza di salite lunghe e impegnative.

A questo punto della gara, gli atleti hanno già circa 600 chilometri nelle gambe e l’affaticamento muscolare è significativo. La capacità mentale di continuare a spingere sui pedali nonostante la fatica diventa tanto importante quanto la preparazione fisica. Anche qui, come nel segmento precedente, alcune sezioni potrebbero richiedere di procedere a piedi.

Possibile strategia di Gianluca: Gestione mentale della fatica, suddivisione del segmento in micro-obiettivi, alimentazione frequente con cibi altamente digeribili, considerare una sosta più lunga al CP4 per recupero e rifornimenti.

SEGMENTO 5: CP4 → Finish

Dati tecnici:

  • Distanza: 213 km
  • Dislivello positivo: 3.650 m
  • Dislivello negativo: 4.090 m
  • Tempo stimato: 17h 36min
  • Fondo: perlopiù asfaltato

Analisi: L’ultimo segmento è il più lungo dopo il primo (213 km) ma presenta un profilo altimetrico più gestibile rispetto ai tratti centrali della gara. Il ritorno su superfici prevalentemente asfaltate permette di mantenere un ritmo più costante e di gestire meglio le ultime energie rimaste.

Con oltre 800 chilometri già percorsi, questo è il momento della verità: chi ha gestito bene le forze nei segmenti precedenti può permettersi di spingere verso il traguardo, mentre chi ha esagerato dovrà fare i conti con un finale difficilissimo. Il dislivello di 3.650 metri, sebbene inferiore ai segmenti 3 e 4, su gambe ormai martoriate può sembrare una montagna insormontabile.

Possibile strategia di Gianluca: Trovare il giusto equilibrio tra spingere per chiudere la gara e preservare le energie per non collassare, sfruttare le sezioni più scorrevoli per recuperare tempo, mantenere alta la motivazione visualizzando il traguardo.

Considerazioni finali

La Race Around Rwanda presenta un profilo di difficoltà crescente fino al segmento 4, seguito da un finale ancora impegnativo ma leggermente più gestibile. Per affrontare con successo questa sfida estrema, serve innanzitutto un pacing conservativo nei primi 200 km: la tentazione di partire forte è grande, ma i segmenti 3 e 4 richiederanno tutte le energie disponibili.

Con un tempo stimato totale di oltre 90 ore, la nutrizione sistematica diventa un elemento non negoziabile: l’alimentazione deve essere programmata e costante, mai lasciata al caso. Ogni ora di pedalata richiede un apporto calorico adeguato per evitare il crollo energetico che, in una gara di questa durata, può essere fatale.

La gestione del sonno rappresenta un altro fattore critico. In una gara self-supported di questa portata, i micro-sonnellini strategici possono fare la differenza tra arrivare lucidi al traguardo o trovarsi a combattere contro allucinazioni e colpi di sonno pericolosi. Sapere quando fermarsi per recuperare, anche solo per 20-30 minuti, può sembrare controintuitivo ma è spesso la scelta vincente.

La flessibilità tattica sarà determinante: il percorso riserverà sorprese e bisogna essere pronti ad adattare la strategia in base a meteo, condizioni fisiche e situazioni impreviste. Quello che funziona nel primo segmento potrebbe non essere applicabile nel quarto, quando la fatica si farà sentire.

Infine, ma forse più importante di tutto, c’è la forza mentale. Nei momenti più duri, e ce ne saranno, la capacità di continuare a pedalare dipenderà più dalla testa che dalle gambe. È in quei momenti che si vede la differenza tra chi ha preparato anche la mente e chi si è concentrato solo sul fisico.

Il Fattore Altitudine

Il Rwanda, con quote che oscillano tra i 1.000 e i 2.500 metri sul livello del mare, presenta anche il fattore altitudine da considerare. L’acclimatazione sarà importante, così come la consapevolezza che la performance aerobica può essere influenzata dalla quota.

Condizioni Meteo

Febbraio in Rwanda è generalmente secco, ma le condizioni possono variare notevolmente con l’altitudine. Al momento a Kigali sta piovendo regolarmente e ha messo pioggia anche nei prossimi giorni. Temperature fresche in quota al mattino, caldo nelle vallate durante il giorno, possibilità di piogge improvvise: l’abbigliamento tecnico dovrà permettere adattamenti rapidi.

La Race Around Rwanda 2026 non è solo una gara: come gli altri eventi di questo genere è un’avventura che metterà alla prova ogni aspetto della preparazione di Gianluca. Dalla forza fisica alla resistenza mentale, dalla capacità tattica all’adattamento alle condizioni variabili, ogni dettaglio conterà per portare l’obiettivo di arrivare al traguardo di una delle gare gravel più affascinanti del mondo.