Carapelli superlativo alla Race Across Italy

Grande prestazione di Pierluigi che conclude ottimamente la sua RAI 2021 ottenendo la qualificazione per la RAAM!

Grande risultato di Pierluigi Carapelli alla Race Across Italy svoltasi lo scorso fine settimana. L’atleta pratese, non nuovo a imprese da ciclismo leggendario, è riuscito ancora una volta a terminare e con un ottimo tempo quella che è riconosciuta unanimamente come una delle prova ultra cycling più dure al mondo. Lunga 790 Km con il dislivello positivo che sfiora i 12.000 metri, partenza sul Mare Adriatico, passaggio sul Mar Tirreno e ritorno con gli appennini da scalare due volte. Pierluigi quest’anno ha deciso di correre la R.A.I con un mezzo di sostegno condotto da Emiliano Galli e da Enrico Roberto Carrara di Cycling Digest e tutto ha funzionato alla perfezione.

Oltretutto il risultato vale doppio, avendo con questa prestazione conquistato la qualificazione per la mitica Race Across America, un vero e proprio obbiettivo che vale la fatica estrema fatta per le lunghe distanze, le molte ore in sella di cui buona parte in completa solitudine. 

In poche parole questo è quello che ha affrontato Pierluigi Carapelli dal 7 al 8 maggio, riuscendo nell’impresa di terminare con successo la sua fatica.

L’impresa compiuta da Pierluigi Carapelli, 52 anni, sposato con Antonella, due figli, assume un valore diverso anche per tutti i contrattempi avuti nell’ultimo anno di pandemia che probabilmente hanno fatto partire Pierluigi con tanta rabbia addosso che è riuscito a trasformare in energia positiva chilometro dopo chilometro completando i 790km dell’edizione 2021 in 33h e 33′ (tempo in movimento). Partito da Silvi Marina (PE) ha oltrepassato il massiccio del Gran Sasso, per tornare sulla costa adriatica. Salite interminabili, freddo in prossimità delle vette più elevate, forte vento.

Ho sempre pensato, e ne sono sempre più convinto – dice Pierluigi – che lo sport sia il miglior aiuto per le difficoltà che la vita ti pone davanti.

Lo sport agonistico ti mette davanti a delle sfide, molto spesso difficili e impegnative da raggiungere, a volte come nel caso dell’ultracycling al limite dell’impossibile o che comunque ti pongono ben oltre “la normalità”. Voglia di sfidarsi, credere fortemente nelle proprie capacità, determinazione e costanza, questi i parametri fondamentali per arrivare all’obiettivo.

L’ultracycling e gli sport estremi ti aiutano a non porre dei limiti, li raggiungi o oltrepassi grazie a quell’immensa autostima che tutto questo genera, scopri degli aspetti di te che non conoscevi.
L’estremo ti obbliga a gestire situazioni nuove, dirompenti, impreviste, che in un primo momento possono sembrare insormontabili ma che con la “cattiveria” agonistica e la razionalità portata dall’autostima arrivi a superare. Nessuno ti obbliga all’impossibile, sei tu che vai a cercarlo quando capisci che la mente può far fare al corpo azioni che lo stesso non sa di poter compiere. E a quel punto l’impossibile diventa possibile. Questo ti insegna lo sport, questo è il motivo per cui tutti dovrebbero fare sport.

“L’unico limite è porre un limite”

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