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Impresa di Alessio Giuffrè e Francesco Banci alla 38 Firenze Marathon

Alla 38° edizione della Firenze Marathon i nostri Alessio e Francesco compiono l'impresa arrivando al traguardo rispettivamente in 3h18'05" e 3h26'13" al termine di una prova maiuscola.

Giornata splendida sotto tutti i punti di vista la Firenze Marathon numero 38. Climaticamente perfetta e’ stata festa per la città di Firenze e in particolare per i 6496 atleti partiti alle 8.30 da piazza Duomo a Firenze. Sono stati circa 2500 invece i volontari lungo il percorso a supportare i podisti, a gestire i ristori e tutte le operazioni logistiche, davvero fantastici. 

I nostri Alessio Giuffrè e Francesco Banci compiono l’impresa arrivando al traguardo rispettivamente in 3h18’05” e 3h26’13” al termine di una prova maiuscola gestita splendidamente da entrambi e tutto questo assume un valore ancor più grande pensando che era la loro prima esperienza sui 42.195m.

Li abbiamo sentiti oggi, il giorno dopo la grande fatica. Allora ragazzi, raccontateci un po’ come è andata questa esperienza? « È stata la mia prima maratona – esordisce Francesco sono riuscito a portarla a termine e questo sicuramente mi riempie di gioia. Non lo ritenevo così scontato a causa dei problemi nei mesi precedenti (che mi hanno costretto a ridurre
drasticamente la preparazione) e per il fatto che non avevo comunque
intenzione di partecipare passeggiando, ma di dare il meglio nel rispetto di una disciplina nella quale, dopo tante partecipazioni alle mezze maratone, ero debuttante. 
Le sensazioni invece sono state buone fin dalla partenza, quando è facile averle, soprattutto in giornate così belle, senza una nuvola, senza vento, senza caldo né freddo eccessivi, ma poi esse si sono mantenute col passare dei chilometri, quando ho continuato a sentirmi energico.»

Quindi alla fine preparazione ridotta ma tanta forza mentale per arrivare al traguardo. «Si, questo sicuramente anche grazie al supporto dei miei compagni di squadra che mi hanno incoraggiato durante il percorso e all’incitamento della gente ai lati delle strade. Strade bellissime di una Firenze nuda, spogliata del traffico e della confusione, coperta dalle foglie d’autunno e dall’ansimare leggero dei corridori.»

Il momento più duro? Dove ti sei chiesto, ce la farò? «Fino a pochi chilometri dal traguardo, dove l’avanzata dei podisti ha iniziato
a somigliare maggiormente a quella di un’orda zombie. Molti si fermavano e anch’io ho scoperto dopo il 35esimo chilometro cosa significa una maratona, quando, pur conservando le energie, le gambe diventano dei tronchi di legno che vorrebbero solo mettere radici nel terreno. Qualche crampo proprio nell’ultimo chilometro mi ha rallentato parecchio, ma ormai era fatta e niente mi avrebbe negato la gioia di raggiungere il traguardo. Ci sono riuscito in 3 ore e 25 minuti, che reputo un risultato soddisfacente, ma il mio obiettivo principale era uscirne con buone sensazioni e la voglia di affrontare di nuovo la Regina in futuro. Direi che ci sono riuscito, missione compiuta.»

Eccoci all’altro esordiente sulla distanza regina. Non male per un ciclista finire una maratona all’esordio, no? «Emozioni forti e bellissime, sinceramente mai provate – afferma Alessioforse nemmeno nel ciclismo!»

Come ti sei approcciato a questa gara? «Sono partito tranquillo proprio per evitare brutte sorprese sul finale ma purtroppo dal 35km in poi è stata dura, crampi muscolari davvero fastidiosi e da lì fino alla fine è stato complicato. Comunque mi dico bravo, perché sono riuscito a gestirmi fino all’arrivo. Poi gli ultimi 195 metri li ho fatti davvero piangendo perché finalmente ero arrivato e tutta la tensione che avevo accumulato si è liberata in una grande gioia.»

Ci par di capire che questa di Firenze è stata la prima maratona di una lunga serie? «Tirando le somme ti dico che sono contento perché comunque era la prima esperienza e  mi sono divertito. Sicuramente il prossimo anno rimetto in programma la Firenze Marathon ma anche un’altra maratona da qualche parte in Italia o all’estero da fare con qualcuno del team, cercando le emozioni che ho provato ieri!»

Ancora complimenti ragazzi e vi aspettiamo carichi per la prossima stagione.

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