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Tommasini Impanga ai DT Swiss Craft Bike Days di Siena
Ai DT Swiss Craft Bike Days di Siena, tra carbon monoscocca, titanio e acciaio artigianale del meglio della produzione italiana, c’era anche lei: l’Impanga di Tommasini, ancora con il fango del Rwanda sulle ruote.
È stato Alan Marangoni — ex professionista e co-conduttore di GCN Italia insieme a Giorgio Brambilla — a volerla provare, attirato da quella che Giorgio ha definito «una bici che poteva farla solo un costruttore come Tommasini» con telaio su misura, ruota anteriore da 20 pollici, piano di carico a sbalzo sull’asse anteriore. Una macchina pensata per portare peso, finita invece a correre 1.005 km e quasi 20.000 metri di dislivello alla Race Around Rwanda.
Il test è stato breve, giusto un giretto tra le strade bianche senesi, ma le impressioni sono state più che positive. In discesa Alan si è detto sorpreso dalla stabilità: ci si aspettava una bici ingestibile, e invece. Il portapacchi anteriore oscilla visivamente quando si sterza, una sensazione che lui stesso ha definito soprattutto psicologica, «come una canna da pesca», ma che alla guida pesa molto meno di quanto sembri. L’unica nota critica è arrivata in salita, dove il movimento del carico davanti si fa più percepibile, ma come ha sottolineato Giorgio, andrebbe provata con un vero carico davanti. Che in Rwanda c’era eccome.
«Una roba così stramba che mi ha stupito nel suo piccolo» ha concluso Alan. La polvere senese, dopo il fango rwandese, le stava benissimo.
Per il nostro team è una soddisfazione in più: Impanga non è solo la bici con cui Gianluca ha chiuso 17º su 150 partenti in una delle ultra granfondo più dure al mondo. È diventata un oggetto di curiosità e ammirazione nel panorama del ciclismo artigianale italiano e ora anche protagonista di uno dei canali cycling più seguiti d’Europa.
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